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Dialogo: Ho voglia di parlare, PARLARE!(Monologo)

“Oggi è una di quelle giornate in cui stare zitta non mi riesce. Ho talmente accumulato ‘giorni di silenzio’, che la mia lingua e i miei polmoni hanno voglia di funzionare.

Parlare Parlare PARLARE! Di cosa, di dove e quando?

Oggi è una giornata particolare, sento proprio la necessità di dirlo! Lo so lo so che avete da fare, che non vi può interessare. Ma perchè non farlo?!

Devo sciogliere i muscoli del viso e fare qualche gorgheggio con la gola.

Do Re Mi Fa Sol La Si Dooooooooooooooooooooooo

Somatizzare non fa bene. Di questo voglio parlare.

Le prime manifestazioni di silenzio costante arrivano dalla pancia…. Daje oggi daje domani….La pancia si gonfia, crampi…E poi?

Nervosismo…Ci credo con quella pancia lì?!

La tua faccia comincia a trasformarsi in molteplici contrazioni muscolari, segnate da solchi tra le labbra…sì perchè non ti sta bene niente… Vedrai stai per esplodere…

Ho notato che ho accumulato così tante ‘parole non dette’ che ad un certo punto ho creduto di vincere anche qualcosa.

Poi arriva lo ‘Sbotta day’

Bhè sì oggi….

Solo che la cosa bella è che non mi ricordo più per cosa sono stata in silenzio.

Davvero!

E’ questo il dilemma… Per chi o cosa sono stata così?

La beffa è proprio questa…

Magari dovrei parlarne subito

Anche perchè fino ad ora non ho detto proprio niente

Se non parlare, Parlare, PARLAREEEEE

(silenzio e sospiro)

Ora sto meglio.”

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Happy San Valentine’s day!

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Racconto: Matrimonio Texano

Era una di quelle giornate di lavoro che cominciavano in un modo e finivano in un’altro…dal risvolto divertente.

Vi voglio raccontare una serata in particolare.

Era metà settembre. Mese degli americani. Soprattutto per matrimoni. Erano giovani coppie di famiglie benestanti.

Io e il mio compagno avevamo un pub/pizzeria in quel periodo. A volte venivo contattata dai promessi sposi per poter fare un pre-wedding night…praticamente sbronzarsi.

Ma quella sera di metà settembre non fummo contattati da nessuno.

Cominciò il lavoro molto normalmente: aperitivi, pizze d’asporto, chi veniva a mangiare…solita routine.

Mi piaceva mettere sempre un po’ di musica rock di sottofondo per accompagnare l’esperienza degli avventori. Ma quella sera decisi di mettere una musica diversa, un po’ movimentata. Come se sapessi che qualcosa stesse per succedere.

Alle 22 arrivarono tre baldi giovani, di cui uno, in particolare, si presentò.

“Hi i’m Greg. Do you know Sue?”

Sue era una gentile signora texana che abitava nel mio stesso paese: donna all’apparenza molto semplice, ma proprietaria di pozzi petroliferi in Texas.

” Yes, Lovely Sue! Why?” risposi

Insomma (senza starvi a scrivere tutto il dialogo) era il suo futuro nipote. Che tra due giorni si sarebbe sposato nella tenuta della zia e che stasera sarebbe stato una sorta di “addio al celibato” con i suoi migliori amici/testimoni.

Immediatamente si presentarono Joushua e Chase. Simpatici e con la voglia di bere. Bhè a me non sembrava vero: i clienti americani solo il TOP!

Cominciarono con domande su domande. Intanto facevo da bere. Mi facevo da bere. Facevo da bere al mio compagno. Si usa così con gli stranieri in generale: ti offrono da bere. Si balla. Si ride.

Verso mezzanotte sparisce Joushua.

Lo sposo e Chase cominciarono a discutere e preoccuparsi…immaginate due ubriachi americani che parlano: uauo uao uao uuaao (accento).

Intravidi in un angolo, fuori dal locale, un uomo sdraiato su una salita. Era talmente sbronzo che aveva assunto la posizione di un lombrico che cammina: testa bassa e sedere in alto che striscia. Ovviamente avvertii subito gli amici. Ridevano. Mi offrì subito di soccorrerlo. Mi fece un attimo di tenerezza misto a disgusto.

Appena mi avvicinai, lo chiamai subito per nome per avere una reazione.

“Come on Joushua! Stand up!”

Mugugnava qualcosa che sembrasse dire “Lasciami stare”

Partì lo spogliarello e notai i calzini: a pois multicolour. Che tamarro! Ah certo con mocassini e jeans corti!

Alla fine lo presi sotto braccio (era molto esile) e lo trascinai fino al locale non tanto distante. Bhè vomitata sugli scalini della vicina.

In tutto ciò il mio compagno stava dietro gli altri due, che reggevano di più l’alcol! Videro me prendere il loro amico e farlo sedere. Presi il secchio d’acqua e tolsi il danno.

Quindi per noi e anche per i texani arrivò l’ora di pagare e andare a nanna.

Ci abbracciarono Chase e Greg scusandoci del loro amico. Eggiù mance e mance.

Nemmeno il tempo di dire “Goodnight and see you”, ci accorgemmo che Joushua era sparito. Gli amici presero la macchina per cercarlo ma niente. Greg si doveva sposare.

Il mattino seguente quando uscii per compere, venni a sapere questa notizia.

“Un uomo ha trovato un ragazzo a dormire nella propria macchina e ha chiamato i carabinieri.” Chi era secondo voi?