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Primi piatti tipici romani, origini e curiosità!

Immaginate un principe, alto snello e dagli occhi azzurri! La sua eleganza e ricercatezza sicuramente potrebbero attrarre la nostra attenzione, ma comunicarci ben poco. Accanto a lui un contadino, basso, tozzo, con due gote rosse da fatica e un sorriso a 32 denti stampato sul viso. Fatto? Benissimo, la cucina romana è proprio questo, contadina e genuina! Preparata con amore, comunicativa, ricca di gusto nella sua semplicità!

Roma è stata da sempre crocevia di popoli e di culture, che con il passare degli anni sono andate a intrecciarsi e fondersi con quella nostrana, cucina compresa. La cucina romana è fatta di ricette semplici, spesso preparate con ingredienti di recupero. Piatti dai sapori intensi e genuini. Un’esplosione di gusto per le nostre papille gustative!

Chiedimi quali sono i miei piatti preferiti e io ti risponderò, sicuramente:

  1. Amatriciana
  2. Cacio e Pepe
  3. Gricia

Amatriciana: la regina dei primi piatti tipici romani!

Primi piatti della tradizione romana: Amatriciana. http://Primi piatti tipici romani, origini e curiosità!

La storia

Non potrei iniziare diversamente. Cosa sarebbe la cucina romana senza l’amatriciana? Regina dei primi piatti tipici romani. Pomodoro, guanciale, pecorino e bucatini. Pochi ingredienti, gustosi e saporiti.

Le origini dell’ amatriciana sono in realtà abruzzesi. Precisamente l’amatriciana nasce ad Amatrice, nel 1927, e successivamente introdotta nel Lazio dai pastori abruzzesi, trasferitisi a Roma durante la transumanza.

Se hai mangiato i bucatini all’ amatriciana, quasi certamente non potrai nasconderlo, piccoli puntini rossi di pomodoro lo riveleranno per te. Quel bucatino della discordia riesce sempre a sfuggire dalla forchetta, trasformandosi in un tubo di coriandoli rossi. E’ una battaglia che io perdo sempre!!! Anche questo, un grande classico della tradizione!

Cacio e Pepe – la tradizione romana nel piatto!

2. Cacio e Pepe, un primo piatto dove l’essenziale è visibile agli occhi!!

Pasta, pepe e pecorino! Nulla di più semplice, all’apparenza. Si, perchè cucinare questo piatto è tutt’altro che semplice, ci vuole arte. Saper amalgamare la crema data dal formaggio che incontra la pasta, rivestendola di quella sensazione di morbidissima piacevolezza, è una dote che non a tutti è concessa . Molti si vantano di saperla fare e molti mentono! I suoi ingredienti un tempo non erano scelti a caso, le sue origini risalgono a bisogni specifici del tempo. Il pepe nero veniva scelto perchè stimolava i recettori del calore, aiutando perciò i pastori a respingere il freddo. Il pecorino stagionato perché, data la sua lunghissima conservazione, era una cosa che non mancava mai, la pasta invece dava le giuste calorie e i giusti carboidrati per lavorare. Oggi a Roma viene spesso cucinata dentro forme di formaggio che ne arricchiscono il sapore, appagando ulteriormente gli occhi.

Piccole chicche dal passato: Sai che nelle prime Osterie Romane, la cacio e pepe era un piatto asciutto? Il perchè è facilmente intuibile, doveva “allappare” per far ordinare ai clienti più vino. Minimo sforzo, massima resa!

3. La Grigia, croce e delizia dei primi piatti Romani

Tra i primi piatti della tradizione romana, troviamo l’immancabile gricia

Buona, anzi bona, proprio bona!! La gricia è la romanità fatta pasta. Una vecchia signora che ne ha viste tante e tante ne ha da raccontare. Ricca di tutto, colesterolo compreso. Ma cosa non si farebbe per un buon piatto di gricia. Se chiudi gli occhi puoi assaporare quel pecorino romano che accarezza il palato, il pepe nero che pizzica la lingua e quel guanciale che lascia quel persistente gusto amarognolo in bocca. Signori e signori, “la lupa” della pasta.

Il nome gricia sembrerebbe provenire dalla località di Gresciano, vicino Amatrice, oppure potrebbe derivare da gricio, il rivenditore di pane e di altri genere alimentari, nessuno può darcene conferma, la cosa certa è che è il piatto preferito di molti romani..cliccare per credere

Se ti è già venuta un po’ di acquolina in bocca, passeggiando per Trastevere, Garbatella o Testaccio, potrai trovare ancora le antiche trattorie di una volta. Al loro interno, pareti piene di foto di un tempo, quelle in bianco e nero, che rivelano arredi di una volta, pettinature scomposte o costruite, la bellezza naturale delle donne di un tempo; attori che hanno fatto la storia di Roma, come: Alberto Sordi, Gassman, Ciccio Ingrassia, Aldo Fabrizi, Anna Magnani, la mitica “Sora Lella”.

Sapevi che la Sora Lella in realtà era la proprietaria di un ristorante, dove andava sempre a mangiare Carlo Verdone dopo una giornata di riprese? Verdone la volle con lui in un suo film e da li nacque il loro “connubio artistico”. Elena Fabrizi, questo il suo vero nome, cucinava per tutto lo staff al termine delle riprese. “Rimanere svegli sul set era un’impresa”, come raccontò in un’intervista lo stesso Verdone! Il ristorante è ancora oggi attivo, si trova all’isola Tiberina, in zona Trastevere, ed è gestito dal figlio. Ovviamente, se non siete buone forchette, risparmiatevi il viaggio :)!

Roma mia, quanto sei bella! Quanto hai da raccontare, quanta storia, quanto amore!

Mi concedo regalandovi un pezzo di storia, di cuore e di Roma: la ricetta della Trippa romana by La Sora Lella

Buon appetito!

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Margherita Santaroni