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5 pillole contro lo stress, attenzione leggere attentamente il foglio illustrativo!

C’è chi si sente “Wonder Woman” e chi invece somiglia più a “Spettro di Seta”. Ma chi lo ha detto che le eroine sono tutte alte, belle e invincibili? Ci sono anche quelle basse, chiatte e che diciamo…hanno altre doti! Mi presento: “Piacere sono Negative Woman.” Il mio superpotere consiste nel vedere il bicchiere completamente vuoto anche quando è pieno zeppo. Sì è così, sono io quella che il giorno della propria laurea non ha pensato a godersi la felicità del traguardo raggiunto ma stava a farsi mille paranoie sul futuro lavorativo (ho fatto anche peggio il giorno in cui mi sono iscritta all’albo professionale). Combatto da 33 anni contro “Stress Man”, mio acerrimo nemico, ma che fortunatamente non riesce ad avere sempre la meglio. In ogni situazione inattesa, difficile o che mi mette a confronto con le mie debolezze “Stress Man” è in agguato.
Al di là della celebre unicità personale siamo tutti molto più simili gli uni agli altri di quanto potremmo ipotizzare ed è per questo che sono convinta che anche per te esista uno “Stress Man” da combattere. È proprio quando parlo con sincerità delle mie difficoltà che scopro di non essere sola, inadatta o condannata a ricadere sempre nello stesso errore. Per questa ragione voglio condividere con te cinque situazioni stressanti che ho vissuto e quali sono state le migliori strategie che ho messo in atto per fronteggiarle.

GRAZIA E GRAZIELLA

Mariangela non era solo il mio capo, condividendo con me ogni giorno la stessa scrivania, era diventata la sorella che non ho mai avuto. Lavoravamo in completa sintonia: lei spigliata ma fumantina, io introversa ma empatica. Gli utenti ci chiamavano “Grazia e Graziella”. Per la cronaca c’era anche “Grazie al C****” ma quella era una terza collega. Per me quell’ufficio non era solo un luogo di lavoro ma era divenuto un posto in cui sentirsi come a casa. Il marito di Mariangela, però, decise che quella favola non poteva durare al lungo il giorno in cui le chiese la separazione. “Ho sentito dire che non ci sono più soldi!”…”Come non lo sai? Mariangela senza Alessandro è persa, chiuderemo!”… “Oggi ci siamo e domani forse no!” Erano questi i discorsi che circolavano tra colleghi.
Se anche tu hai mosso qualche passo nel mondo del lavoro ai tempi della crisi conosci bene il senso di precarietà, di paura e d’incertezza che ho provato in quella circostanza. Cosa potevo fare per prendere in mano le redini della mia vita professionale? Avere un piano di riserva mi ha aiutato a non sentirmi inerme ed a diminuire il disagio che provavo. Quell’ufficio oggi non esiste più, ma fortunatamente prima della chiusura avevo già investito in un percorso post laurea che mi ha poi condotta a Milano.

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Negative Woman